Coppie di fatto e conviventi: assistenza legale a Firenze

Quando una convivenza finisce non c’è una separazione da chiedere, ma i problemi sono gli stessi: i figli, la casa, il denaro. Lo Studio Legale Emme Erre assiste a Firenze coppie di fatto e genitori non sposati, sia per regolare i rapporti alla fine della convivenza sia per tutelarsi prima, con un contratto di convivenza.

I figli dei genitori non sposati

I figli hanno gli stessi diritti di quelli nati nel matrimonio. Alla fine della convivenza vanno regolati affidamento, collocamento, tempi con ciascun genitore e contributo al mantenimento, con le stesse regole previste per le coppie sposate: affidamento condiviso come regola e mantenimento in proporzione ai redditi.

Si può procedere con un accordo, anche tramite negoziazione assistita dagli avvocati, oppure con un ricorso al tribunale. Un accordo solo verbale non basta: senza un provvedimento o un accordo formalizzato non c’è un titolo per far valere i propri diritti. Approfondisci: affidamento e mantenimento dei figli.

La casa e i rapporti economici

  • Casa familiare: se ci sono figli minori o non autosufficienti, può essere assegnata al genitore con cui vivono prevalentemente, anche se non ne è proprietario.
  • Mantenimento del convivente: a differenza del coniuge, il convivente non ha diritto a un assegno di mantenimento. Chi si trova in stato di bisogno può chiedere gli alimenti, per un periodo proporzionato alla durata della convivenza.
  • Beni e spese comuni: acquisti fatti insieme, conti cointestati, somme versate per la casa dell’altro vanno ricostruiti caso per caso.
  • Eredità: il convivente non è erede per legge; serve un testamento. Ha però diritto di continuare ad abitare per un periodo nella casa comune di proprietà del convivente defunto.

Il contratto di convivenza

I conviventi possono regolare i propri rapporti patrimoniali con un contratto di convivenza: residenza, contributo di ciascuno alle necessità della vita comune, eventuale regime di comunione dei beni. Il contratto va redatto per iscritto, con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato, e viene trasmesso al Comune per l’iscrizione all’anagrafe. È lo strumento più efficace per prevenire conflitti, soprattutto quando si acquista casa insieme o uno dei due riduce il lavoro per la famiglia.

Domande frequenti

Per lasciarsi, una coppia di fatto deve andare in tribunale?

Per la fine della convivenza in sé no. Se però ci sono figli minori o non autosufficienti, affidamento e mantenimento vanno regolati con un accordo formalizzato o con un provvedimento del tribunale.

Il convivente ha diritto al mantenimento?

No. La legge prevede solo il diritto agli alimenti per chi si trova in stato di bisogno e non è in grado di provvedere a sé, per un tempo proporzionato alla durata della convivenza.

I figli di conviventi hanno gli stessi diritti di quelli di genitori sposati?

Sì, in tutto: affidamento, frequentazione, mantenimento ed eredità.

Che cosa succede alla casa se è di proprietà di uno solo?

In presenza di figli può essere assegnata al genitore con cui vivono, a prescindere dalla proprietà. Senza figli, di regola resta al proprietario, salvo gli accordi tra i conviventi.

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